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Estratto dall'articolo di Giovanni dall'Orto sulla strage di Orlando


Volenti o nolenti i gay sono stati arruolati nello "scontro di civiltà" portato avanti dalle estreme destre neofasciste (neocons americani, ultranazionalisti russi e islamisti) che si stanno affrontando in giro per il mondo.
Ho visto giovani militanti gay esultare per il patrocinio concesso dall'ambasciata statunitense ai pride italiani, e l'ho trovato molto strano: ci stanno consegnando la cartolina precetto che ci arruola nelle loro guerre in giro per il mondo, e noi esultiamo? O i giovani di oggi amano andare in guerra, a differenza di quelli dei miei tempi, o non hanno ben compreso il significato di certi gesti. Significano che le guerre americane e le nostre lotte sono una sola lotta. E che quindi noi gay italiani siamo bersagli legittimi per chiunque non ami gli americani. Got it?

Il pinkwashing, ossia l'arruolamento della tematica gay per finalità politiche che nulla hanno a che vedere con la liberazione dei gay, è una prassi che la destra evoluta dei paesi stranieri applica da molti anni. Israele, uno Stato che non possiede una Costituzione che dia pari diritti a tutti i cittadini e che non possiede il matrimonio civile, riconoscendo unicamente quello religioso, ha investito molto in tal senso, per dare di sé l'immagine dell'"unica democrazia del Medio Oriente", bastione della "civiltà occidentale" in guerra contro la "inciviltà islamica". Peccato però che l'assassino della manifestante del Pride di Tel Aviv nel 2015 fosse un terrorista ebreo, non islamico.

Ma i gay servono come strumento per propagandare l'idea di uno "scontro fra civiltà", tra una (fantomatica e mai esistita) "civiltà giudaico-cristiana" tollerante e democratica, che tollera addirittura i fro…, ehm, i gay, e la barbarie islamica intollerante.
Ora, sul fatto che l'islam abbia dimostrato che in fatto di intolleranza non prende lezioni da nessuno non ci piove, ma cristiani ed ebrei non arrivano certo al secondo posto in questa "bella" gara (l'idea che non esista un terrorismo cristiano è pura e semplice propaganda).
Tanto per dirne una, un ventenne bianco è stato arrestato poche ore dopo l'attentato di Orlando con un'auto carica di armi mentre si recava al Pride di Los Angeles.

E non è certo la Westboro Baptist Church ad essere l'unica ad aver dichiarato che l'assassino di Orlando era stato inviato da Dio: in Italia anche il cristianissimo Adinolfi aveva affermato che di fronte alle richieste dei gay "occorre prendere i fucili" o un sacerdote aveva predicato che i gay meritano la morte... ed ora eccoli accontentati.


Dobbiamo quindi stare molto attenti a questi tentativi di arruolarci nelle guerre politiche che preludono alla guerra mondiale (in Siria sono in azione eserciti e forze speciali di quattordici nazioni, eppure  i nostri giornali continuano a farci fessi parlando giulivamente di "guerra civile"). Il mondo lgbt è troppo piccolo per potersi difendere in quanto tale, ed è troppo figlio del pensiero e della prassi nonviolentaper pensare di difendersi con le armi in pugno senza commettere harakiri, tuttavia come bersaglio è assolutamente perfetto, come Orlando dimostra. Quindi, guai a cadere nella trappola della propaganda sullo "scontro di civiltà" e diventarne, come da anni le destre evolute ci chiedono, entusiasti propagatori.

Ciò che unisce tutti questi attentati (ebraici, cristiani, mussulmani, atei) non è la misteriosa e non meglio definita "omofobia", un concetto psichiatrico che vorrei vedere rottamato il prima possibile perché fa più danni che altro, bensì l'adesione a una precisa visione del mondo, quella totalitaria di estrema destra che vuole "ripulire" il mondo da tutti i degenerati, siano essi ebrei, omosessuali, negri, zingari, mussulmani, immigrati… completate voi la lista: è lunga.

Occorre trovare daccapo il coraggio di chiamare "fascista" un fascista. L'Isis non è un gruppoislamico, è un gruppo fascista che sostiene l'inferiorità delle donne e pratica la schiavitù e lo sterminio dei diversi da sé: Allah è solo un pretesto, come lo era il Dio invocato dai nazisti quando dicevano Gott mit uns. I cosiddetti "ultraortodossi" ebrei parlano e agiscono in modo assolutamente identico a quelli dei fascisti nostrani, con la differenza che non odiano gli ebrei… bensì gli arabi. La destra statunitense sta coltivando la pericolosa convinzione di potere "rimettere in linea il mondo" con le buone e soprattutto con le cattive, col rischio molto concreto di scatenare un conflitto atomico mondiale (l'ultimo): Hitler al suo confronto era un dilettante. E va da sé che i siti nazionalisti russi sostenitori della "rinascita cristiano-ortodossa", pur odiando l'Isis con una sincerità che manca ai siti occidentali, si sono ben guardati dal nominare la natura del locale vittima dell'attentato... anzi questa è stata la prima volta che l'Isis vi ha ottenuto applausi e congratulazioni.
Questo di Orlando non è dunque un episodio del presunto "scontro di civiltà", visto che ammucchiati da questo lato dello scontro abbiamo, mescolati allegramente, ebrei, sunniti, sciiti, protestanti, cattolici e ortodossi. Questa è la vecchia guerra, mai sopita, tra la visione totalitaria del mondo e le altre, ossia per dirla in modo più tradizionale, tra destra e sinistra. Una guerra che attraversa trasversalmente le culture, le religioni, le civiltà, perché esistono ebrei neofascisti ed ebrei di sinistra, tedeschi neonazisti e tedeschi di sinistra, persone colte di destra e persone colte di sinistra, sottoproletari di destra e di sinistra... eccetera.
Dunque, il fatto che esistano anche nazistoni mussulmani (ed anche cristiani) è cosa che non solo non stupisce, ma è nell'ordine delle cose: quello che non è nell'ordine delle cose è decidere di battezzarli "ribelli moderati" o "patrioti" ogni volta che ci illudiamo di poterli "furbamente" sfruttare per i nostri giochi di potere (in Afghanistan, in Siria, in Iraq, ora in Libia...), guardando dall'altra parte quando si procurano (da noi!) armi e finanziamenti.


Rifiutiamoci di farci arruolare per qualsiasi campagna "pro" o "contro" qualcuno o qualcosa a seguito dei fatti di Orlando. Gli apparati di propaganda sanno come sfruttare la comprensibile emotività generata da questi avvenimenti, portandoci a evitare di parlare delle vere questioni sottostanti.

Che in questo caso specifico sono: la possibilità per qualsiasi fanatico di comprare fucili da guerra senza problemi, a cui negli Usa (dove ci sono più negozi di armi che scuole o Starbucks) non si riesce a porre freno per lo strapotere della lobby degli armaioli; il sostegno che gli Usa forniscono ai gruppi islamisti fin dai lontani tempi in cui li armarono e pagarono per combattere i sovietici in Afghanistan; il sostegno che l'Occidente fornisce agli Stati che (come l'Arabia saudita e il Qatar) hanno posto il salafismo islamista come base della loro (folle e fascistica) politica; l'incapacità degli Usa di liberarsi dalla mistica della "pena di morte" come qualcosa che qualcuno "si merita"; l'indulgenza con cui si guarda al risorgere del neofascismo che, nella scomparsa generalizzata della sinistra, si sta candidando a dare voce alle masse private di diritti e di possibilità di sussistenza dalla follia economica neoliberista. Eccetera.

Non farlo significa ricadere ancora una volta nella manfrina della "malattia mentale dell'attentatore", o del "pericolo islamico", che non solo non spiegano nulla, ma anzi occultano le motivazioni reali, impedendo così di prevenire ulteriori atti del genere.

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