LA RASSEGNA DI FILM A TEMATICA GAY-LESBICA E' SOSPESA PER PAUSA INVERNALE. RIPRENDERÀ IN PRIMAVERA I GIOVEDÌ ALL'ACROBAX. RINGRAZIAMO TUTTI COLORO CHE HANNO PARTECIPATO.
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Non so perché ti odio - Tentata indagine sull’omofobia e i suoi motivi (Sara presente il regista Filippo Soldi) +
Tutti fuori! (Sara presente il regista Massimo Latini)

Film: "Non so perché ti odio - Tentata indagine sull’omofobia e i suoi motivi"
regista: Filippo Soldi (sarà presente nella serata)
GENERE: Documentario
ANNO: 2014
NAZIONE: Italia
DURATA (min.): 55
LINGUA ORIGINALE: Italiano

FLASH: Da secoli l’omosessualità è oggetto di riprovazione e di condanna. Talvolta succede di cogliere una venatura di fastidio anche nelle parole di chi, apertamente, nega di nutrire sentimenti negativi verso di essa. Ma perché? Che cosa offende così tanto nel comportamento omosessuale? Non so perché ti odio scava nel profondo fino alle radici sociali e psicologiche del pregiudizio, interpellando sia le vittime che gli aggressori.

TRAMA COMPLETA: A un certo punto gli occhi ti puntano dritto, ti osservano, ti scrutano. Fin dentro i tuoi. È come se i protagonisti delle storie di cui vieni a conoscenza, cercassero dentro te le ragioni per quella follia, quotidiana e collettiva, che è l’omofobia. Come se ci interrogassero, quasi chiedessero una ragione a chi ne sta fuori. O almeno la sensazione è quella. E comincia così, fin dal primo fotogramma, una narrazione multipla fatta di violenze piccole e grandi, di aggressioni, di discriminazioni per strada, sul luogo di lavoro, in famiglia. È questa la grammatica della narrazione di Filippo Soldi e del suo documentario Non so perché ti odio – Tentata indagine sull’omofobia e i suoi motivi. Una cifra stilistica che fa parlare le vittime di una subcultura fatta sostanzialmente di ignoranza, pregiudizio ideologico, di quella scarsa volontà di conoscere la ragione delle cose (doveva essere questo il titolo originario del film) e le pone in giustapposizione con chi, quella violenza, l’ha prodotta o in un certo qual modo ne ha la responsabilità morale. E allora ti trovi di fronte il volto di Martina, siciliana, ventenne. Capo scout, amica e parente di persone LGBT. Eterosessuale. Eppure ai suoi superiori e al vescovo della sua comunità, la sua vicinanza e militanza alle tematiche della questione omosessuale non vanno giù. O lasci la politica o te ne vai dal nostro gruppo. Questa è la violenza a cui è sottoposta. Alla quale non si piega. E anche il suo sguardo diventa un’accusa. Ti interroga, senza nemmeno dirlo. Ti chiede dov’eri, quando tutto questo succedeva. E poi c’è la violenza più visibile, quella che indigna, perché apre ferite corporali e vedi il sangue, la carne lacerata, il cervello delle vittime spappolato sul cruscotto di una macchina. Gente che è stata avvicinata con una scusa e che è stata massacrata di botte. Persone scambiate per omosessuali e uccise per questo. E quel sangue grida a sua volta di fronte la responsabilità di chiunque alza le spalle di fronte a certi abusi, come se la cosa non ci riguardasse, tutti e tutte. Come se non fosse affare di ognuno di noi, quando ogni volta in nome di un’idea impazzita si nega l’umanità di qualcuno, fino a distruggerla interamente. E accanto i racconti delle vittime, ci sono le motivazioni di chi ha ucciso. Racconti tesi, tremolanti. Parole impastate alle lacrime a volte. Perché l’omofobia non fa fuori solo chi è gay, ma anche chi consuma la sua vita in galera, per un delitto di tale matrice. Per un senso dell’onore che non vede più la persona, ma solo la riprovazione sociale. E ci sono, ancora, le “ragioni” di chi va a leggere libri per le piazze, in silenzio, per protestare contro qualsiasi tentativo da parte dello Stato di invertire quei processi che ancora oggi, nel 2014, giustificano violenze verbali e fisiche, sguardi di riprovazione e ammiccamenti odiosi verso chi viene ritenuto non solo come “diverso”, ma sbagliato perché tale. In nome di ideologie politico-religiose che, anch’esse, perdono di vista l’essere umano e lo sacrificano all’altare del loro integralismo. Tutto questo è Non so perché ti odio. Una parete bianca, due occhi che si conficcano da qualche parte dentro l’anima, una storia da raccontare e che si attacca alle ossa come una mattina gelida e grigia di un inverno lunghissimo. Un film importante, un’analisi lucida e senza sconti verso un sentimento d’odio collettivo che ancora oggi è spacciato per libertà di pensiero ma che esige un tributo in termini di vite umane che è ormai largamente insostenibile. Almeno nei paesi che vogliono dirsi del tutto civili. (Dario Accolla per gay.it)

Prima del film verrá proiettato:

Corto-documentario: "Tutti fuori"
regista: Massimo Latini (sarà presente nella serata)
GENERE: Documentario
ANNO: 2014
NAZIONE: Italia
DURATA (min.): 25
LINGUA ORIGINALE: Italiano

FLASH: I coming out di adesso sono come quelli di 40 anni fa? Alcuni storici esponenti del movimento glbt, (Franco Grillini, Imma Battaglia, Vanni Piccolo, Marcella Di Folco, Porpora Marcasciano) messi a confronto con due giovanissimi attivisti di oggi e con i loro genitori. Un range di età che va dai 17 ai 70 anni per cercare di capire se e quanto è cambiato l'"uscire fuori" nell'arco di una generazione.

TRAMA COMPLETA: Nel 2002, sull’onda dell’entusiasmo del  World Pride di Roma, il regista decise di registrare una serie di interviste ad alcuni esponenti del movimento glbt italiano, per cercare di capire lo stato delle cose. Qualcosa stava veramente cambiando per le persone transessuali, lesbiche e omosessuali in Italia? Uno degli argomenti toccati è stato il racconto del coming-out degli intervistati. Queste testimonianze sono rimaste per tanto tempo chiuse in un cassetto fino a quando, nel 2014, frequentando una associazione romana il regista si rese conto conto di due cose: sia che l’associazione era frequentata in grande maggioranza da ragazzi giovanissimi (come non sembrava fosse così in passato) e sia che questi ragazzi sembravano avere una sicurezza che forse testimoniava un cambiamento dei tempi. Sono state raccolte le storie di una giovanissima ragazza e di un ancora più giovane ragazzo (integrandolo anche con gli interventi dei loro genitori) e sono state messe a confronto con quelle degli “storici” esponenti del movimento, tirando fuori dal cassetto quei vecchi nastri ancora inediti. Ne viene fuori un piccolo racconto di diversi coming out che coprono un arco temporale  di circa 40 anni, dagli anni 70 ad oggi, con racconti di persone di diverse età, dal più giovane 17enne al meno giovane 70enne. Un piccolo affresco, che non pretende di dimostrare nulla e che tanto meno vuole avere valenza sociologica.  Potrebbe semmai essere l’inizio di una più vasta raccolta di testimonianze per capire meglio cosa è stato e cosa sta diventando il nostro paese su uno dei temi legati ai diritti civili. Il film ha partecipato fuori concorso alle edizioni del 2015 del Torino GLBT film festival e del MIX di Milano.

Alla fine del film:

Discussione e riflessione post-film, tenuta dallo psicologo dr. Francesco Marzano. Per contattare il dr. Marzano utilizzare la mail francescomarzano@plays.it e / o il num 3895590958 (http://www.plays.it/ipod/).
Clicca QUI per vedere le recenzioni delle discussioni dei film giá visti.


Non so perché ti odio - Tentata indagine sull’omofobia e i suoi motivi:
Trailer di "Non so perché ti odio":
Alcuni fotogrammi del film "Non so perché ti odio":

Tutti fuori!
Trailer:

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