LA RASSEGNA DI FILM A TEMATICA GAY-LESBICA E' SOSPESA PER PAUSA INVERNALE. RIPRENDERÀ IN PRIMAVERA I GIOVEDÌ ALL'ACROBAX. RINGRAZIAMO TUTTI COLORO CHE HANNO PARTECIPATO.
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Any day now

regista: Travis Fine
GENERE: Drammatico
ANNO: 2012
NAZIONE: USA
DURATA (min.): 97
LINGUA ORIGINALE: Inglese
SOTTOTITOLI: Italiano (a cura di Buzz Intercultura)

FLASH: Ambientato a Los Angeles negli anni '70, il film, basato su una storia vera, è una coinvolgente storia che affronta il tema delle adozioni gay, ancora così attuale oggi, ma 40 anni fa sicuramente dirompente. E' la dura battaglia di una coppia gay composta da una Drag Queen e un procuratore distrettuale, per ottenere l'adozione di Marco, un ragazzo con la sindrome di Down.

TRAMA COMPLETA: Ambientato a Los Angeles negli anni '70, il film, basato su una storia vera, è una coinvolgente storia che affronta il tema delle adozioni gay, ancora così attuale oggi, ma 40 anni fa sicuramente dirompente. I protagonisti sono tutti bravissimi, compreso il ragazzo down Isaac Leyva, ma l'attore gay Alan Cumming, meriterebbe per questo film una candidatura agli Oscar. Merito anche di una splendida regia, che evita sia il melodramma che la disquisizione politico-ideologica, concentrandosi esclusivamente su un'approfondita esplorazione dei personaggi, con un grande equilibrio dei vari ingredienti, per cui in molti momenti non sappiamo se ridere o piangere. Rudy Donatello (Cumming) è il leader di gruppo di drag queen che lavorano in un locale gay di Los Angeles. Durante una sua esibizione nota un bell'uomo che sta impacciato davanti al banco del bar. Poco dopo lo vediamo che gli sta facendo un servizietto all'interno di un'auto, disturbati da un poliziotto che sembra aver intuito come stanno le cose. L'uomo che Rudy ha conosciuto, in un breve incontro notturno di routine, è Paul (Garrett Dillahunt), un vice procuratore distrettuale. Marco (Isaac Leyva) è un ragazzo con la sindrome di Down che abita con la madre Marianna (Jamie Anne Allman), tossicodipendente, vicino a casa di Rudy. Quando Marianna viene arrestata e condotta in prigione, Marco viene assegnato ai servizi sociali, ma scappa e ritorna a casa. Rudy lo scopre solo e piangente e vuole aiutarlo. Ricordandosi dell'incontro notturno con l'uomo di legge, pensa di portarlo da lui per trovare una soluzione. I due uomini decidono di fare una petizione per ottenerne la custodia temporanea. Il pragmatico Paul suggerisce di dire al giudice che loro due vivono insieme, anche per il fatto che Rudy non gode di un reddito fisso e sufficiente. Rudy coglie la palla al balzo (potremmo dire due piccioni con una fava) e si trasferisce con Marco a casa di Paul. Nasce quindi una intensa relazione tra i due uomini, supportata oltre che dall'attrazione sessuale, dal comune impegno verso Marco. Brevemente vediamo alcuni momenti felici della nuova famiglia. La seconda parte del film è impostata completamente sulla dura battaglia che la coppia deve affrontare per continuare da avere la custodia di Marco anche quando la madre viene rilasciata. I giudici infatti, sebbene siano convinti che Marianna sia una pessima madre, non vogliono credere che Marco potrebbe stare meglio con due omosessuali. La regia evita comunque di affrontare questa situazione, facilmente rapportabile a problematiche contemporanee, da un punto di vista ideologico, continuando a raccontarci una storia che è soprattutto una storia di persone. Il film ha vinto il premio del pubblico alla sua prima uscita al Tribeca Festival, e pensiamo che sia solo l'inizio di una ricca stagione di premi che l'attendono, in qualunque tipo di festival. (cinemagay.it)

Alla fine del film:

Discussione e riflessione post-film, tenuta dallo psicologo dr. Francesco Marzano. Per contattare il dr. Marzano utilizzare la mail francescomarzano@plays.it e / o il num 3895590958 (http://www.plays.it/ipod/).
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Trailer:

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