LA RASSEGNA DI FILM A TEMATICA GAY-LESBICA E' SOSPESA PER PAUSA INVERNALE. RIPRENDERÀ IN PRIMAVERA I GIOVEDÌ ALL'ACROBAX. RINGRAZIAMO TUTTI COLORO CHE HANNO PARTECIPATO.
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NON SONO SUICIDI, SONO OMICIDI: I MANDANTI SONO LO STATO VATICANO E LO STATO ITALIANO

QUESTI NON SONO SUICIDI, SONO OMICIDI, E I MANDANTI SONO queste forze che impediscono un cambio politico, mediatico e sociale di questo paese: LO STATO VATICANO CHE INFLUENZA CON I SUOI TENTACOLI DI POTERE LO STATO ITALIANO che, nella migliore delle ipotesi, è immobile e impassibile.
 Aleandro Rudilosso aveva 16 anni e ieri pomeriggio si è ucciso, impiccandosi sulle scale di casa. Gli amici di Aleandro hanno raccontato a Il Nuovo Sud che il ragazzo viveva forti disagi in quanto non si sentiva accettato (pare anche dal padre) e sembra venisse spesso discriminato. Quando ragazzini di 16 anni vedono il suicidio come unica via d’uscita significa che la società è malata, che il paese ha perso (bitchyf.it).


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Articolo dedicato in memoria a Simone, ragazzo 21enne che sabato 28 ottobre 2013 si è suicidato a Roma. Mentre in moltissimi paesi vengono continuamente divulgati video come quelli presenti in questo sito, in Italia quel poco che arriva tradotto viene sistematicamente censurato (esempi più eclatanti tra i moltissimi: le serie TV "Queer as Folk" o "Fisica o chimica", bloccata da associazioni cattoliche) impedendo così un cambio della mentalità della società ed impedendo ai giovani gay l'accettazione serena della propria omosessualità.

Se a questa censura aggiungiamo l'immobilità politica (a parte le solite retoriche parole vuote e inutili) in tema di politiche sociali di accettazione della propria omosessualità, comprendiamo il perché di queste giovani vite spezzate.


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Si chiamava Andrea, ma i compagni, per offenderlo, lo chiamavano il "ragazzo dai vestiti rosa". Andrea è morto. Si è ucciso. Non ce l'ha fatta più a sopportare quegli insulti che lo perseguitavano da troppo tempo. I compagni lo denigravano da quando si era iscritto al liceo Cavour, in una zona centrale della capitale. Un tormento quasi quotidiano. A scuola. Ma anche sul web: avevano persino creato una pagina facebook, in cui lo prendevano continuamente in giro per i suoi modi di fare e anche per l'abbigliamento, per il suo colore preferito, il rosa. Quella pagina era là, visibile a tutti, da tempo. E questo Andrea lo sapeva bene, forse si era anche rassegnato.
E giovedí 22 novembre, quando si è presentato a scuola con lo smalto alle unghie, lo hanno deriso ancora e apostrofato "frocio", “ricchione”. E dopo che una professoressa lo aveva ripreso per lo smalto, dicendogli che “non era il caso”, è tornato a casa e si è impiccato con la sua sciarpa poco dopo le 17.
A 15 anni.
Il fatto che parenti e compagni, dopo la sua morte, neghino a tutti i costi che Andrea potesse essere omosessuale ritenendo la cosa una diffamazione, fa capire il clima di intolleranza in cui viveva il ragazzo. Quel che è certo e che Andrea voleva solo essere se stesso. Voleva essere semplicemente Andrea, un ragazzo con i pantaloni rosa. (Novembre 2012)

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