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Sauvage

regista: Camille Vidal-Naquet
GENERE: Drammatico
ANNO: 2018
NAZIONE: Francia
DURATA (min.): 01h 37min
LINGUA ORIGINALE: Francese
SOTTOTITOLI: Italiano (a cura di Buzz Intercultura)

FLASH: Leo ha 22 anni e vende il suo corpo in strada per pochi soldi. Gli uomini vanno e vengono, e lui rimane li inseguendo l'amore. Non sa cosa gli porterà il futuro, ma sa che ha scelto la strada. Il regista si è basato sulla vita reale dei prostituti del Bois de Boulogne a Parigi che ha documentato per tre anni.

TRAMA COMPLETA: Presentato alla “Settimana della critica” di Cannes 2018, un’opera prima che ci conferma la vitalità del cinema d’autore francese. Il regista, prima di girare il film, si è documentato per tre anni incontrando, attraverso un’associazione, diversi ragazzi del Bois de Boulogne. Il protagonistra Leo, interpretato da un eccezionale Felix Maritaud che avevamo visto in un piccolo ruolo nel film “120 battiti al minuto”, è un giovane gay che vive ai margini della società mantenendosi con la prostituzione. Ha una storia d’amicizia (ma per lui si tratta d’amore) con un altro prostituto che però non è gay e prova solo disgusto per ciò che è obbligato a fare. Un tema, quello dell’amicizia amorosa, che ci ricorda film come “Belli e dannati” di Gus Van Sant o “Johns” di Scott Silver. Il regista ha però detto di essersi ispirato maggiormente al film “Flesh” di Paul Morrissey: “Volevo sottolineare la violenza dell’esclusione senza cedere all’analisi sociale” ha precisato in un’intervista.
“Un film su un prostituto gay che cerca amore ha tutti gli ingredienti di un disastro regressivo e reazionario. Tuttavia, Camille Vidal-Naquet evita con grazia la trappola di inquadrare il lavoro sessuale come antitesi dell’amore. Per il suo fulminante esordio nel lungometraggio, il regista francese ci regala un’ode alla libertà.
Il personaggio principale è senza nome nel film, ma indicato come Leo nelle note della stampa, ed è interpretato da Félix Maritaud , recentemente visto in 120 BPM di Robin Campillo. Sauvage presenta molte sequenze che lo mostrano impegnato in atti sessuali di ogni tipo con i suoi clienti – dalle carezze alla fellatio, alla penetrazione in esperimenti con giocattoli sessuali. Eppure il film non demonizza il sesso come pervertito o insensato, né lo elogia come l’apice del piacere.
Questo disinibito approccio potrebbe essere un po sorprendente all’inizio – in effetti, la sequenza di apertura del film si rivela in tutta la sua esplicita magnificenza – ma non è mai gratuita. Presentando il lavoro di Leo come un aspetto regolare della sua vita, il film normalizza non solo il sesso gay, ma anche il lavoro sessuale, senza soffermarsi sui problemi o sulle conseguenze che può portare.
Lo stile realista del film, con una macchina fotografica a mano e gli insistiti zoom, sottolinea la realtà materiale della situazione di Leo, che non è alla ricerca di lavoro o denaro. E’ l’amore che cerca. “Non vuoi baciare?” Gli chiede un cliente nella sequenza di apertura. Leo risponde che lo fa, ma non su richiesta: è un uomo sinceramente romantico, che salva i suoi baci per gli uomini che ama.
A quanto pare, ce ne sono molti. “Voglio passare la notte tra le braccia di un uomo; stasera, quell’uomo sei tu”, dice a un vecchio vedovo mentre sono pacificamente stesi nel letto, parlando tra loro con sentimento. Sebbene non si conoscano bene, il loro incontro non è strettamente commerciale: ciò che condividono è sicuramente un qualche tipo di amore.
Ma l’affetto degli estranei non può soddisfare Leo. Per quanto possa tentare di dimenticarlo, un’altro prostituto, anche lui senza nome, sembra possedere il suo cuore. La complessa rappresentazione dell’amore – dalle connessioni effimere con i partner sessuali, all’intensa passione romantica – è meno evidente della sua schietta rappresentazione del sesso e della sessualità gay, ma è altrettanto profonda.
Sempre più consumato dalla sua passione, Leo inizia presto a dormire male e sviluppa un preoccupante sintomo di polmonite. Nel suo terzo atto, il film si trasforma in un ritratto inflessibile dei senzatetto, il cui titolo assume improvvisamente un altro significato, meno poetico. Questo film ambizioso affronta attentamente tutte le ramificazioni della vita del suo protagonista, con intensità e rara vitalità.” (Elena Lazic, Bfi.org.uk)

Sauvage:
Trailer: Alcune scene del film:

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